Una stretta di mano nella storia dello Shiatsu

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Una stretta di mano nella storia dello Shiatsu

Namikoshi, Masunaga e il ponte costruito da APOS

Un gesto semplice, una stretta di mano, può diventare il simbolo di una nuova possibilità per lo Shiatsu nazionale, europeo e internazionale.

Una stretta di mano nella storia dello Shiatsu
Namikoshi, Masunaga e il ponte costruito da APOS

Namikoshi, Masunaga e il ponte costruito da APOS

Ci sono immagini che raccontano più di mille parole. Ci sono gesti che non appartengono solo a chi li compie, ma a una comunità intera. Ci sono momenti che, quando accadono, senti immediatamente che resteranno nella storia.

Durante la serata di Gala del 56° Convegno Nazionale di Aggiornamento e Valutazione APOS, è accaduto qualcosa che molti speravano da anni, ma che pochi avrebbero immaginato di vedere davvero.

Yuji Namikoshi Sensei, dello Japan Shiatsu College, e Haruhiko Masunaga Sensei, dello Iokai Shiatsu Center, si sono stretti la mano.

Un gesto semplice. Una stretta di mano. Eppure, per chi conosce la storia dello Shiatsu, quel gesto ha avuto un significato enorme.

È stato come vedere due rami della stessa pianta riconoscersi di nuovo. Due rami cresciuti in direzioni diverse, a volte lontane, ma nati dallo stesso seme.

"Ci sono gesti che non appartengono solo a chi li compie, ma ad una comunità intera."

Due rami, una stessa radice

Lo Shiatsu ha molte storie, molte scuole, molte forme. Ha attraversato epoche, luoghi, maestri, sensibilità diverse. Ha generato linguaggi differenti e modi diversi di intendere il corpo, la pressione, la relazione e l’ascolto.

Eppure, nel profondo, lo Shiatsu conserva una radice comune: il contatto umano, la presenza, l’ascolto, la possibilità di incontrare l’altro attraverso il corpo senza invaderlo e senza ridurlo a una tecnica.

Per questo quella stretta di mano ha rappresentato molto più di un ricordo. Ha rappresentato una ferita che inizia a ricomporsi, una nuova possibilità, un ponte reale tra storie, scuole, visioni e generazioni.

"Due rami cresciuti in direzioni diverse, ma nati dallo stesso seme."

Un momento sognato, costruito e custodito

Sono profondamente orgoglioso che tutto questo sia accaduto all’interno di un evento APOS.

Lo dico con emozione sincera: ho sognato questo momento. Ci ho creduto fin dall’inizio, anche quando sembrava impossibile, anche quando molti lo consideravano un azzardo.

Per questo, prima di tutto, sento il bisogno di dire grazie anche a me stesso. Non per vanità, ma perché a volte bisogna avere il coraggio di riconoscere il cammino fatto, la visione sostenuta, la fatica attraversata e la responsabilità portata quando ancora il risultato non si vede.

È stato un percorso lungo, delicato, costruito in tre anni di lavoro, relazioni, fiducia, cura dei dettagli e grande visione. Ma nessun sogno si realizza da solo.

Ringrazio con tutto il cuore i colleghi del Consiglio Direttivo APOS, la Segreteria, i Collaboratori e tutte le persone che hanno lavorato, spesso in silenzio, per rendere possibile questo Convegno e quello di Bologna dello scorso anno.

"I momenti storici non nascono per caso: vanno sognati, costruiti e custoditi."

Un momento sognato, costruito e custodito

Perché riproporre quel dialogo

In questi mesi ci siamo domandati spesso se fosse giusto riproporre anche quest’anno la presenza di Haruhiko Masunaga Sensei e Yuji Namikoshi Sensei.

Non era una scelta scontata. Poteva sembrare una ripetizione, poteva apparire come un ritorno su un percorso già compiuto.

Eppure sentivamo tutti, nel profondo, che qualcosa si era aperto, ma non era ancora pienamente maturato. Qualcosa si era allentato, ma non si era ancora sciolto del tutto. Qualcosa era iniziato, ma doveva ancora trovare il giusto spazio per il suo compimento.

Io posso essere stato un catalizzatore di questo sogno, ma il sogno è diventato realtà grazie all’impegno, alla responsabilità e all’amore di un gruppo di lavoro coeso.

Perché riproporre quel dialogo

La responsabilità dei Maestri

Ringrazio profondamente Yuji Namikoshi Sensei e Haruhiko Masunaga Sensei. Con il loro gesto hanno dato una dimostrazione altissima di responsabilità, apertura e maturità.

Hanno fatto qualcosa che nessuno poteva pretendere, ma che tutti, nel profondo del proprio cuore, speravano di vedere.

A volte il valore di un Maestro non si vede solo in ciò che insegna. Si vede nel modo in cui sa compiere un gesto che supera la propria storia personale, aprendo uno spazio nuovo per il futuro della disciplina.

Quella stretta di mano non ha cancellato le differenze. Non doveva farlo. Le differenze restano, ma in quel momento non sono state motivo di distanza: sono diventate parte di un riconoscimento reciproco.

"Quella stretta di mano non ha cancellato le differenze: le ha rese parte di un riconoscimento reciproco"

Il ruolo della comunità APOS

Il ruolo della comunità APOS

Ringrazio tutti i colleghi APOS presenti al Convegno. La vostra gioia, la vostra accoglienza, la vostra armonia e il vostro modo di vivere quei giorni hanno creato il terreno giusto perché qualcosa di così importante potesse accadere.

Non basta invitare due Maestri. Non basta costruire un programma. Perché un gesto così possa maturare, serve un clima, un campo umano, una comunità capace di non irrigidirsi, di non pretendere, di non trasformare tutto in appartenenza o schieramento.

La sala, in quei giorni, era pronta. Lo era perché le persone presenti hanno saputo vivere il Convegno con partecipazione, rispetto, gioia e apertura.

Quando l’immagine è diventata di tutti

La domenica pomeriggio, alla chiusura dei lavori, dopo la fotografia di gruppo, quella immagine è stata proiettata sul maxi schermo. In quel momento abbiamo vissuto qualcosa di indimenticabile.

L’acclamazione della sala, la commozione, gli applausi, gli occhi lucidi, l’euforia sincera di tutti i presenti hanno reso evidente che quella stretta di mano non apparteneva più soltanto a due Maestri. Apparteneva a tutti noi.

E quando Haruhiko Masunaga Sensei e Yuji Namikoshi Sensei si sono nuovamente stretti la mano davanti a tutta la sala, si è creato qualcosa di difficilmente descrivibile.

Una persona a cui voglio molto bene lo ha definito un momento di guarigione collettiva. Credo sia vero, nel senso più umano e simbolico del termine.

Ho visto persone commuoversi. Ho visto colleghi piangere. Ho pianto anch’io. Non per debolezza, ma per gioia, per gratitudine, per la consapevolezza di essere davanti a un passaggio storico.

"Quella stretta di mano non apparteneva più soltando a due Maestri.
Apparteneva a tutti quanti noi."

“Questa cosa non sarebbe mai successa se non ci fosse stata APOS”

Domenica sera, a cena con Virna Mombelli (Vicepresidente Apos), Marco Ricci (Segretario generale Apos), Laura Fasol (Membro CD di Apos) e i colleghi dello Japan Shiatsu College, Yuji Namikoshi Sensei mi ha detto una frase che porterò sempre con me: “Questa cosa non sarebbe mai successa se non ci fosse stata APOS.”

Credo che in quelle parole ci sia il senso profondo del grande lavoro fatto. APOS non ha semplicemente organizzato un Convegno di aggiornamento. APOS ha creato uno spazio di dialogo.

Uno spazio sicuro, maturo, accogliente, professionale, nel quale qualcosa di nuovo poteva nascere. Questa è una delle funzioni più alte di una associazione professionale.

"Apos ha creato uno spazio sicuro, maturo e professionale nel quale qualcosa di nuovo poteva nascere."

Il ruolo della comunità APOS

La matita, il seme e il nuovo Shiatsu

Questo Convegno era iniziato con una matita. Dentro quella matita c’era un seme.

In maniera forse un po’ azzardata avevo detto: oggi seminiamo un nuovo Shiatsu. E forse è accaduto davvero.

Abbiamo seminato una nuova possibilità: una possibilità di dialogo, di riconoscimento reciproco, di pace.

Non una pace superficiale, ma una pace che nasce quando due storie trovano il coraggio di stare una davanti all’altra senza negarsi.

Il piccolo Namikoshi e il piccolo Masunaga dentro di noi

Il piccolo Namikoshi e il piccolo Masunaga dentro di noi

Forse, dentro ciascuno di noi, esiste un piccolo Namikoshi e un piccolo Masunaga. Due parti che a volte non si parlano. Due visioni che sembrano opposte. Due energie che rischiano di allontanarsi.

Una parte più strutturata, più tecnica, più codificata. Una parte più percettiva, più relazionale, più legata all’ascolto profondo.

A volte queste parti si combattono, a volte si ignorano, a volte pensano di non avere nulla da dirsi. Ma quando tornano a guardarsi, quando trovano il coraggio di riconoscersi, nasce qualcosa di più grande.

Lo Shiatsu non divide. Lo Shiatsu unisce. Lo Shiatsu è in grado di creare profonde trasformazioni. E queste trasformazioni avvengono in maniera naturale, con i loro tempi.

"Forse, dentro ciascuno di noi, esiste un piccolo Namikoshi ed un piccolo Masunaga"

Una fotografia che resterà

Questa fotografia resterà nella storia dello Shiatsu. Ma resterà anche nel mio cuore.

La porterò con me come simbolo di un cammino, di una responsabilità e di una nuova fase che si apre per APOS e per tutto il mondo dello Shiatsu nazionale, europeo e internazionale.

In questi giorni è arrivata anche la mia rielezione, e non riesco a immaginare un modo più bello, più forte e più significativo per ripartire, tutti quanti insieme.

Ripartiamo da qui: da una stretta di mano, da una ferita che può ricomporsi, da un seme che può diventare albero, da due rami che tornano a riconoscere la stessa radice.

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Per APOS, per lo Shiatsu, per il futuro

Mi sento felice, commosso e profondamente grato per aver potuto vivere un momento così raro, così umano, così necessario.

Un momento che non appartiene soltanto a chi era presente, ma alla storia dello Shiatsu e al cammino futuro di tutti noi.

Per APOS. Per lo Shiatsu. Per ciò che siamo stati capaci di costruire insieme. Per ciò che saremo capaci di fare in futuro.

Io c’ero. Ed è stato bellissimo.

"Io c'ero. Ed è stato bellissimo"

Ripartiamo da qui

Da una stretta di mano. Da una ferita che può ricomporsi. Da un seme che può diventare albero. Per APOS. Per lo Shiatsu. Per ciò che saremo capaci di costruire insieme.

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