MERIDIANI • POSTURA • TRADIZIONE

Keiraku Taiso Vs Makko-Ho

Due pratiche nate in Giappone, spesso confuse in Occidente, ma fondate su origini, obiettivi e riferimenti molto diversi.

Un approfondimento per distinguere due pratiche spesso confuse, restituendo a ciascuna il proprio contesto culturale, tecnico e formativo.

Dettaglio di pratica corporea giapponese su tatami, luce naturale
Bilancia con i due libri principali del Makko-Ho e dei Keiraku Taiso in due piatti differenti

Due pratiche spesso confuse

Molto spesso la cultura giapponese, quando viene riportata in Occidente, viene rimodellata secondo categorie che appartengono alla nostra cultura. Questo passaggio può generare confusione: termini diversi vengono usati come equivalenti e pratiche nate in contesti specifici finiscono per essere interpretate in modo parziale.

È questo, a mio avviso, il caso dei Makko Ho, spesso attribuiti impropriamente al Maestro Shizuto Masunaga. In realtà, Makko Ho e Keiraku Taiso sono due lavori distinti: hanno origini diverse, finalità diverse e un diverso rapporto con il corpo, con il movimento e con il mondo dei meridiani.

“Una somiglianza esterna non significa identità di metodo.”

Keiraku Taiso: movimento, respiro e meridiani

Gli esercizi Keiraku Taiso, in giapponese 経絡体操, possono essere tradotti come “esercizi dei meridiani”. Sono esercizi fisici nati in Giappone nell’ambito del lavoro del Maestro Shizuto Masunaga e sono conosciuti anche attraverso il riferimento agli “Esercizi Zen per immagini”.

La loro caratteristica principale è il rapporto con i meridiani e con la percezione del movimento del Ki attraverso il corpo. Nei Keiraku Taiso il movimento non viene considerato solo come mobilizzazione muscolare: il corpo viene invitato a percepire, attraverso respiro, allungamento, immagine mentale e ascolto, il modo in cui si manifesta la relazione con i meridiani.

Gli esercizi Keiraku Taiso vengono utilizzati per effettuare una vera e propria diagnosi energetica in quanto danno la possibilità al praticante, di testare lo stato di salute di ogni nostro meridiano, attraverso il lavoro combinato di respirazione e stiramento muscolo/tendineo.

Per molti, questi esercizi, rappresentano il testamento spirituale del M° Shizuto Masunaga.

Nei Keiraku Taiso non si tratta semplicemente di “fare stretching”, ma di entrare in un movimento guidato dalla consapevolezza.

Pratica di movimento consapevole ispirata allo Shiatsu

Makko Ho: postura, flessibilità e mobilità

Gli esercizi Makko Ho, in giapponese 真向法, sono quattro semplici esercizi nati in Giappone ad opera di Wataru Nagai, vissuto tra il 1885 e il 1963. La finalità originaria non era lo studio dei meridiani, ma il recupero della flessibilità naturale del corpo.

Secondo quanto riportato nella tradizione del metodo e nel testo “Makko Ho – Five Minutes’ Physical Fitness” di Haruka Nagai, l’obiettivo era riguadagnare una elasticità simile a quella dei bambini. I Makko Ho lavorano soprattutto sulla postura, sulla mobilità articolare, sulla flessibilità dell’anca e sulla colonna vertebrale.

Ascolto

Keiraku Taiso
Sei esercizi collegati alle coppie di meridiani, al respiro, alle immagini e alla percezione del Ki.

Relazione

Makko Ho
Quattro esercizi orientati principalmente a postura, elasticità, mobilità articolare e flessibilità dell’anca.

Presenza

Attenzione formativa
La forma può sembrare simile, ma intenzione, contesto e lettura del corpo sono profondamente differenti.

Differenze principali

NOME

KEIRAKU TAISO

MAKKO-HO

KANJI:

KEIRAKU: MERIDIANI
TAISO: ESERCIZI

MA: VERITA'
KOU: DIREZIONE
HO: METODO

TRADUZIONE LETTERALE:

"Esercizi dei Meridiani"

"Il modo di andare verso la verità"

FONDATORE:

Shizuto Masunaga Sensei (1981-1925)

Wataru Nagai (1885-1963)

ORGANIZZAZIONE DI RIFERIMENTO:

Iokai Shiatsu Center - Tokyo

Fondazione No Profit "Makko Ho Association" - Tokyo

TITOLO LIBRO IN ITALIANO:

​​"Esercizi Zen per immagini" (S.Masunaga)

​​(Nessun libro ufficiale in commercio in Italia)

TITOLO LIBRO IN INGLESE:

"Zen imagery exercises" (S. Masunaga)

"Makko Ho - Five minutes' physical fitness" (H. Nagai)

FOCUS PRINCIPALE:

Meridiani

Postura

OBIETTIVI PRINCIPALI:

  • stiramento dei meridiani;
  • consapevolezza del flusso naturale del "KI";
  • eliminazione della rigidità di addome e corpo;
  • consapevolezza del Kyo e del Jitsu;
  • rilassamento generale;
  • ascolto di hara.
  • stiramento dei muscoli e miglioramento della mobilità articolare;
  • miglioramento della mobilità dell'anca;
  • miglioramento della circolazione sanguigna;
  • raddrizzamento della colonna vartebrale;
  • miglioramento della postura attraverso il lavoro su corpo e mente;
  • prevenzione dell'atrofia generale.

NUMERO ESERCIZI BASE:

6 esercizi base:

  1. Polmone/Intestino Crasso
  2. Milza/Stomaco
  3. Cuore/Intestino Tenue
  4. Reni/Vescica Urinaria
  5. Maestro del Cuore/Triplice Riscaldatore
  6. Fegato/Vescicola Biliare

4 esercizi base:

  1. simile ad esercizio Cuore/Intestino Tenue
  2. Simile ad esercizio Reni/Vescica Urinaria
  3. Simile ad esercizio Fegato/Vescicola biliare (piegamento solo in avanti senza torsione sx + dx)
  4. Simile ad esercizio Milza/Stomaco

ALTRI ESERCIZI:

  • Esercizi complementari
  • Esercizi sul lavoro
  • Esercizi per tipologie
  • Esercizi per migliorare l'aspetto fisico
  • Esercizi guidati in coppia
Ambiente di pratica Shiatsu elegante e naturale

Una precisazione formativa necessaria

Nel lavoro formativo sullo Shiatsu è importante non sovrapporre in modo superficiale tradizioni diverse. Il corpo può compiere movimenti simili, ma l’intenzione, il contesto, la lettura e la qualità dell’ascolto possono essere profondamente differenti.

Il rischio, altrimenti, è utilizzare nomi giapponesi come semplici etichette, perdendo la ricchezza del pensiero che li ha generati. Distinguere Makko Ho e Keiraku Taiso significa educare lo sguardo: non basta osservare la forma esterna dell’esercizio, occorre comprendere da quale visione nasce.

Perché questa distinzione è importante

Per un operatore Shiatsu, questa distinzione ha un valore concreto. Aiuta a comprendere meglio il rapporto tra movimento, respiro, ascolto e meridiani. Aiuta a evitare semplificazioni improprie. Aiuta, soprattutto, a sviluppare una cultura professionale più solida.

Lo Shiatsu non è fatto solo di tecniche manuali. È anche studio, esperienza, rispetto della trasmissione, capacità di distinguere e di approfondire. Chi pratica Shiatsu dovrebbe poter riconoscere la differenza tra un esercizio di mobilità e un esercizio nato per esplorare la qualità del movimento energetico.

Lo Shiatsu chiede tecnica, esperienza e rispetto delle fonti.

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